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INVECCHIAMENTO CEREBRALE

L’invecchiamento cerebrale si manifesta fisiologicamente mediante diversi fenomeni: morte dei neuroni; la sintesi e la capacità di liberazione di neuromediatori (molecole che stabiliscono la trasmissione di informazioni tra i neuroni) diminuiscono; le reti neuronali perdono la capacità di rimodellarsi in funzione dell’esperienza acquisita, cioè della plasticità sinaptica; insorgono difetti nella riparazione del DNA.

Per quanto concerne il cervello, l’invecchiamento cerebrale porta ad un rallentamento delle funzioni cognitive. Ma il cervello di una persona anziana non è un cervello più lento ma lavora semplicemente in modo diverso. L’invecchiamento è legato infatti alla diminuzione dell’attività neuronale in alcune aree ed un aumento in altre, per cui il cervello acquisisce la capacità di modificarsi nel corso dell’esistenza al fine di assimilare nuove abilità o compensare le perdite.

Dal punto di vista generale, l’invecchiamento, malgrado i processi di parziale scompenso, può significare un perfezionamento dell’individuo, un potenziamento e un approfondimento della personalità, un distacco verso le sollecitazioni immediate dell’ambiente sociale, assimilazione ed una interpretazione creatrice dell’esperienza. Inoltre questo processo evolutivo può condurre a una nuova forma di attenzione verso il sé e verso l’altro.

Neurogenesi

E’ stato dimostrato che in particolari zone del cervello sono localizzate determinate cellule in grado di originare nel corso della vita nuovi neuroni. Si tratta delle neurogenesi che favorisce l’apprendimento, la memoria e che rallenta l’età. Questo fenomeno sembra avere due origini: o sarebbe determinato da un segnale interno proveniente da un orologio cellulare; o deriverebbe da una accumulazione di una proteina (leotassina) nel sangue delle persone che invecchiano.

Nonno Boom

L’invecchiamento, comunque se ne parli, comporta una condizione paradossale: da un canto l’allungamento della vita quale risultato di medicine fertilizzanti l’esorcizzazione della morte, dall’altro il “nonno boom” sollecita la preoccupazione della società per i costi del sistema sanitario e pensionistico. Il “vecchio” di qualsiasi condizione sociale (salvo qualche eccezione), raggiunta l’età, viene definito tale dal decreto e, quindi, escluso o rottamato, o richiesto stimolato per il riempimento dei tempi, delle stagioni, degli spazi vuoti dell’età produttiva e intruppato nel turismo e nei viaggi della terza età.

Diversamente il vecchio è trasformato in malato, per cui il corpo malato viene accettato, ma il corpo invecchiato o affatica no. Questo corpo invecchiato può, deve essere restaurato per diventare ancora più efficiente e recuperare l’offerta del piacere. Ed è proprio nel rifiuto del corpo invecchiato che la negazione del “vecchio” rappresenta una delle maggiori espressioni della nostra società incentrata sull’illusione della perenne giovinezza. Ora ciò che conta è apparire. Ed è il corpo che appare: giovane, in buona salute, immerso nell’edonismo, nel piacere di occuparsi di sé. Farmaci, sport, palestra, tecniche diverse possono togliere ed attenuare i difetti, migliorare le performance e permettere il ben-essere fisico ( e psichico).

Piacere e benessere determinano l’esigenza di rimanere giovani, di mantenere il capitale organico conquistato cercando di vivere dilatando il presente. E quindi combattere il nemico, il Tempo.

Tuttavia questa mimetizzazione induce purtroppo l’illusione che il tempo non lascerà tracce, tracce che via via logoreranno il corpo fino a quando non ci si riconoscerà più.

Ecco cosa ti proponiamo

Ricercare, coltivare l’arte del ben-invecchiare senza rimuovere l’inesauribilità dell’invecchiamento. Se lottare soprattutto contro l’invecchiamento fisico significa lottare contro se stessi bisogna trovare un punto di equilibrio tra rallentamento ed accettazione della senescenza. Significa infine risolvere l’identità dell’io, tra la consapevolezza intima del proprio essere e la reale immagine della quotidianità e dell’ambiente.

L’integrazione aiuta moltissimo lo svolgimento di questo viaggio “al cambiamento”. Questo può indurci a favorire al massimo il sostegno al nostro sistema cardio circolatorio che è il veicolo tramite il quale nutrienti, ossigeno per le cellule (anche quelle del nostro sistema nervoso centrale) devono essere comunque garantiti.

Proponiamo NITEWORKS, Integratore alimentare con L-Arginina, L-Citrullina e Vitamine con alto contenuto di acido Folico che contribuisce alla normale formazione delle cellule del sangue (emopoiesi) e contribuisce al normale metabolismo dell’omocisteina. La vita mina C e Vitamina E contribuiscono poi alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, Soprattutto questo prodotto contribuisce alla formazione del collagene per la normale funzione dei vasi sanguigni.

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