stretching e defaticamento

Cos’è il DEFATICAMENTO?

I

l defaticamento è l’ultima ed importantissima fase dell’allenamento. “Defaticare” rappresenta il concetto opposto di “affaticare”.

 “Perché per defaticare bisogna continuare a muoversi?” È meno affaticante rimanere fermi!”. Il che teoricamente non sembra fare una piega ma è inutile dire che si tratta di un’abitudine scorretta. Il defaticamento serve, a livello pratico, a diminuire progressivamente le funzioni vitali iperattivate durante lo sforzo e a mantenere attivo il lavaggio sanguigno ed i metabolismi – muscolare ed epatico – necessari per lo smaltimento dell’acido lattico circolante. In maniera estremamente semplicistica, potremmo dire che per defaticare è sufficiente eseguire pochi minuti di attività aerobica, meglio se specifica sui distretti interessati, oppure generica, al termine dell’allenamento. Il defaticamento è privo di controindicazioni, rischi e svantaggi.

A cosa serve il defaticamento?

La funzione del defaticamento è quella di “ottimizzare” il ripristino della condizione di riposo; è una sorta di stratagemma per velocizzare il recupero tra una seduta e l’altra. Attenzione però, non bisogna nemmeno commettere l’errore di attribuire al defaticamento proprietà miracolose; se si “ha lavorato bene”, è normale che l’organismo necessiti di tempo e nutrienti per compensare e super-compensare.

Defaticamento VS Recupero attivo

Concettualmente, defaticamento e recupero attivo hanno molti punti in comune. Entrambi servono ad ottimizzare lo smaltimento dell’acido lattico e a prevenire il sovraccarico cardiocircolatorio; va comunque indicato che il recupero attivo è utile per poter proseguire in maniera ottimale l’allenamento (intra-workout), mentre il defaticamento ha un impatto inter-workout (tra le sessioni)

Defaticamento VS stretching e mobilità articolare

Come anticipato, alcuni fanno rientrare nel defaticamento anche lo stretching, ovvero l’allenamento per la flessibilità muscolare. Tuttavia, stretching ed esercizi per la mobilità articolare necessitano di protocolli specifici, prolungati, ripetuti e soprattutto richiedono che la muscolatura non sia contratta. Questo non significa che la flessibilità e la mobilità articolare vadano stimolati “a freddo”; è sempre necessario svolgere un opportuno, ma delicato, riscaldamento muscolare, tendineo e articolare. D’altro canto, il defaticamento non viene programmato sulla base di un particolare esercizio appena svolto, come invece il recupero attivo, ma costituisce una tappa fissa di ogni seduta. Per di più, il defaticamento è sempre collocato al termine del workout, non in mezzo come il recupero attivo.

Il recupero attivo ha una durata ancor più limitata del defaticamento. Ad esempio, in una serie di ripetute di nuoto da 100 m con intensità C2 (picco di lattato), il recupero attivo può essere di 50 m, avendo quindi una durata compresa tra 40-50 secondi – dopo i quali seguirà il recupero passivo. Il defaticamento invece, anche se può comunque avere una durata variabile, raramente si protrae per meno di 3, 5 o meglio 7 minuti ininterrotti.

Defaticamento VS Rigenerazione

Trattasi di un argomento spinoso, poiché non tutti i professionisti concordano sulla sua utilità. La rigenerazione, che ha anch’essa l’obbiettivo di migliorare il recupero dopo allenamenti, gare o periodi particolarmente intensi, costituisce una vera e propria sessione o fase indipendente. Ad esempio, un ciclo di rigenerazione può essere affrontato dal maratoneta dopo la gara principale dell’anno, e può tranquillamente durare anche 4-6 settimane (12-18 allenamenti). Viene normalmente strutturato con workout a bassa intensità e volume medio-basso; l’obbiettivo è quello di permettere una riparazione completa dei tessuti, senza però ridurre troppo la prestanza dell’atleta.

Ecco cosa ti proponiamo

Devi recuperare integrando con bevande equilibrate:

  • Da usare dopo l’attività anaerobica tipica degli allenamenti della forza
    • Con apporto di 25g di proteine che contribuiscono alla crescita e al mantenimento della massa muscolare
    • Presenza di Ferro che contribuisce al normale metabolismo energetico, alla formazione dei globuli rossi e al trasporto di ossigeno nell’organismo
    • Assenza di dolcificanti che alterano l’efficacia dei componenti della bevanda
    • Apportare nutrienti ma non superare le 200Kcal per porzione
  • Da usare dopo l’attività aerobica prolungata tipica degli sport di resistenza
    • Con apporto di carboidrati e proteine
    • Ogni porzione deve garantire circa 40gr di carboidrati appositamente selezionati per un rapido assorbimento e almeno 10gr di proteine di alta qualità ( meglio se derivate dal latte)
    • Garantire apporto di Vitamine B1, B2, C ed E, e apporto di Ferro
    • Assenza di Dolcificanti oppure edulcoranti che alterano l’efficacia dei nutrienti presenti.
ELITE24H ti consiglia i prodotti più adatti ad ogni singola specificità e qualora fossi interessato ad avere maggiori informazioni clicca sul pulsante di seguito riportato e sarai contattato al più presto dal notro Team specializzato. Grazie

Lascia il tuo commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi richiesti sono contrassegnati *